Sul caso di Eluana Englaro si è svolta in Italia una polemica degna di un immondezzaio. I guardiani dell'inferno, quelli che vogliono decidere della nostra vita al di là della nostra volontà, quelli che vogliono essere i padroni del nostro corpo e della nostra anima, si sono scatenati in un'immonda rissa a "difesa della vita". Dietro a questa immonda rissa ci sono solo i voti per le prossime amministrative e per le elezioni europee e la tracotanza di una parte del clero cattolico che pensa all'Italia come all'orto di casa. Ora, dopo la morte, i giornali, che prima diffondevano le fotografie di una donna giovane e in piena salute, si prodigano a spiegare che era ridotta ad "essere un fantoccio di gomma", che aveva tutti i sintomi di una cerebrolesa, che il suo non era un sorriso, ma lo spasmo di chi è nelle condizioni in cui era quella povera ragazza da ben 17 anni. Vergogna. L'indignazione, tuttavia, non è sufficiente. I guardiani dell'inferno stanno preparando una legge per toglierci la possibilità di decidere della nostra vita, di non essere sottoposti all'accanimento terapeutico, di poter morire in pace, secondo i dettami di Madre Natura. Se la legge venisse varata come si annuncia, ovvero come il testo unico sulla vita dei guardiani dell'inferno, è necessario indire un referendum abrogativo. Difendiamoci dai guardiani dell'inferno.
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